Lo prevede una legge regionale che introduce
misure di innovazione e snellimento amministrativo
15/02/2008
Bologna
Percorsi
di certificazione più semplici per meglio tutelare diritti e bisogni delle
persone con disabilità. È quanto prevede la legge “Disciplina degli
accertamenti della disabilità. Ulteriori misure di semplificazione e altre
disposizioni in materia sanitaria e sociale” approvata
dall’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, che introduce meccanismi di
semplificazione, qualificazione e innovazione nel Servizio sanitario regionale.
Tra i punti qualificanti della normativa, gli
accertamenti per il riconoscimento della disabilità, gli organismi e gli
strumenti della programmazione sociale e sanitaria, le norme per
l’accreditamento dei servizi sociosanitari, la promozione della costituzione
di Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Ircss).
Nel testo troviamo elementi trasversali che fanno riferimento ai parametri di
innovazione, snellimento dei percorsi istituzionali e amministrativi,
miglioramento dell’organizzazione e del funzionamento del sistema sanitario
regionale per un’amministrazione più vicina ai cittadini.
A partire dalle norme sull’integrazione sociosanitaria con le
misure sulle disabilità, il mandato conferito al Piano sociale e sanitario di
innovare gli strumenti della programmazione, il ruolo dell’Agenzia sociale e
sanitaria regionale e le norme in materia di accreditamento dei servizi e delle
strutture sociosanitarie. In quest´ultimo caso sono previsti un periodo di
transizione (non oltre il 31 dicembre 2010) e la promozione di un percorso
di qualificazione dei servizi con il superamento della frammentarietà
gestionale valorizzando sia le gestioni pubbliche sia l’apporto dei soggetti
del Terzo settore e della cooperazione sociale.
Un capitolo a sé merita la semplificazione nella disciplina
della disabilità, con la rivisitazione di Commissioni che operano in campo
sanitario e sociale, il superamento di certificazioni sanitarie obsolete
attraverso l’abolizione di 21 tipologie di certificati, generalmente definiti
di "sana e robusta costituzione", previsti per accedere ad attività
particolari.
Snellimento degli adempimenti e valutazione effettuata costantemente in maniera
integrata da medici specialisti e da operatori sociali in primo luogo: la
certificazione è unica e il documento rilasciato ha valenza per tutti i
percorsi assistenziali o di integrazione previsti dalle diverse norme.
Terza questione l’innovazione istituzionale, con la
costituzione di Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico e l’istituzione
di registri di patologia: in altre parole, la possibilità di estendere la rete
regionale dei centri di eccellenza nell’ambito dell’assistenza e della
ricerca, riconoscendo il ruolo che specifiche strutture del Servizio sanitario
regionale hanno acquisito secondo le loro caratteristiche (intensità e
rilevanza delle attività di ricerca e innovazione, disponibilità di risorse
strutturali e infrastrutturali, competenze professionali) affiancando le quattro
Aziende Ospedaliero-Universitarie e l’Istituto Rizzoli.
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La
notizia su Saluter - Portale del Servizio sanitario regionale